Uttar Pradesh

L'Uttar Pradesh occupa buona parte della pianura alluvionale del Gange, il Doab, sulla quale scorrono altri grandi fiumi e i loro affluenti.

Visitare l'Uttar Pradesh nella pianura alluvionale del Gange

L'Uttar Pradesh occupa buona parte della pianura alluvionale del Gange, il Doab, sulla quale scorrono altri grandi fiumi e i loro affluenti.

L'Uttar Pradesh occupa buona parte della pianura alluvionale del Gange, il Doab, nella quale scorrono altri grandi fiumi e i loro affluenti. Quasi tutte le principali città dello Stato sorgono sulle rive di questi fiumi. E' uno stato ricchissimo di storia e di tradizioni e sulle rive e alle confluenze dei suoi fiumi si svolgono quotidianamente da millenni i riti e le celebrazioni più sacre per gli Indù.
L'Uttar Pradesh é anche lo Stato più popoloso della nazione, ago della bilancia in ogni disputa elettorale, perchè si trovano qui rappresentate tutte le comunità esistenti in India, comprese quelle tribali, procurandosi così l'appellativo di dimora di tutti.

Si trovava qui l'antica capitale settentrionale medievale, Kanauj, oggi centro di scarso interesse, dopo le distruzioni avvenute nel corso dei secoli. Ma la città fu un centro culturale e religioso di tale importanza che ancora oggi, in tutta la nazione, alcune caste di Brahmani la indicano come luogo di origine del proprio clan, a certificazione di antichità e purezza. La capitale odierna, Lucknow, si sviluppa sulle rive del fiume Gomti e acquisì la sua importanza strategica durante il periodo Moghul, alla quale si aggiunse poi la fama di raffinatissimo centro culturale coi Nawab dell'Avadh, fino ai tragici fatti che la videro protagonista della cosiddetta Rivolta dei Sepoy scoppiata a Meerut, a seguito della quale il Paese passò sotto totale controllo del Raj britannico. E' da sempre una città eletta dell'Islam sciita e offre un'impressionante serie di grandiosi monumenti e mausolei dallo stile decisamente originale, come l'imponente moschea Asafi o il mausoleo Grand Imambara, che nel complesso le donano un aspetto prevalentemente islamico, soprattutto se comparato a quello della città più famosa dello Stato e la più sacra per ogni pio induista: Varanasi. Il pellegrinaggio a Varanasi (Benares), la città eterna dell'India è la stella polare di ogni indù osservante. L'aspetto più sorprendente della città, a prima vista, è lo straordinario affollamento di templi e palazzi sulla riva occidentale del fiume Gange - i principali dei quali sono vietati ai non indù - mentre la sponda orientale è totalmente deserta e spiaggiosa. Millenni di piene hanno evidentemente favorito questa affascinante disposizione.

Gli Induisti, com'è noto, credono che morire a Varanasi sia garanzia di immediata estinzione del Karma e dunque di liberazione dal ciclo delle rinascite, perchè la città riunisce in un unico luogo tutte le virtù purificatrici presenti in altri centri di pellegrinaggio rituale. Un giro all'alba, in barca lungo il fiume, permette di avere una completa visione dello stretto rapporto che gli Indiani mantengono con il fiume. Sui Ghats, le scalinate che degradano fino in acqua, c'è chi lava i panni accanto a chi prega, chi si fa lo shampoo vicino a chi sparge le ceneri del caro estinto. Chi adagia sulla corrente offerte di fiori e cibo disposte su larghe foglie, chi semplicemente attende la morte, polverosi Sadhu, gli asceti, che espongono le loro medievali mortificazioni corporali e algidi Brahmani, i sacerdoti, sotto grandi parasole che dispensano sacri mantra ai pellegrini. Presenziare a queste scene così intime può risultare imbarazzante per alcuni o attraente per altri, ma é comunque utile ricordare la sostanziale indifferenza degli Indù a questo proposito, i quali generalmente, mentre impegnati in riti e preghiere, reagiscono alla nostra presenza sul fiume con lo stesso interesse riservato all'eventuale fauna ittica. Varanasi è poi un centro sacro anche per la cultura buddhista. Fu infatti a Sarnath, 6 Km. verso Nord, che Buddha predicò per la prima volta la sua dottrina, dopo l'illuminazione.

Tornando da Varanasi verso Delhi, se si va con calma ci si può fermare a Jaunpur, apparentemente un'anonima cittadina che invece a sorpresa offre alcuni dei migliori esempi dello stile indo-islamico provinciale e che meritano senz'altro una visita.

Agra, ove sorgono il Taj Mahal e altre gemme straordinare del periodo Moghul, quali il Forte Rosso e le costruzioni della cittadella o, a pochi chilometri il mausoleo di Akbar, a Sikandra, è invece tra le mete imperdibili di questo grande Stato. La città é inoltre il miglior punto di partenza per un'altra escursione indimenticabile, se vi interessa il genere e l'epoca: Fatehpur Sikri. Fu edificata come città capitale durante il regno di Akbar, (1556 - 1605 ) ma fu poi abbandonata forse per mancanza cronica di acqua e rimase da allora, dimenticata e perfetta, praticamente identica fino ai giorni nostri.

Altro centro interessante, specialmente durante i periodici e moltitudinari pellegrinaggi che la raggiungono, è Allahabad: l'antica Prayag, il luogo del sacrificio, ribattezzata dal 1583 Allahabad, sorge lungo la confluenza di due tra i più sacri fiumi indiani, Gange e Yamuna; ma a questa confluenza palese se ne aggiunge un'altra forse puramente mitologica, forse invece preistorica, ma comunque mai dimenticata dalla plurimillenaria devozione indù, quella del fiume Sarasvati.

In Uttar Pradesh potrete inoltre approfittare dell'abbondantissimo artigianato, che naturalmente caratterizza l'India intera, ma  questo Stato specialmente, per le antiche e raffinatissime tecniche qui impiegate in campo tessile.

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